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sabato, 07 novembre 2009

Sabato mattina d'autunno intimista, di quelli che non vanno da nessuna parte semplicemente perché da nessuna parte devono andare. Di nuvole basse che riflettono i ricordi, da vecchio film in bianco e nero stando avvolti nel divano. Aspettare il pomeriggio solo per fare quattro passi in centro, tra i portici umidi, respirando il crepuscolo che arriva presto. Un pomeriggio da passare in libreria, sfrucugliando scaffali e annusando la carta, e non facendo ricerce per autore su stupide pagine web.
E' l'autunno che cade a foglie, nascosto alla coscienza disattenta ma non ai sensi, attrae con il suo silenzio, o inquieta. E' la schiena dell'anno che si piega come quella di un vecchio, sotto il suo stesso peso.

Bisognerebbe perdersi in un racconto, oggi, oppure scrivere il proprio.

postato da: raggiante alle ore 09:29 | link | commenti (1)
categorie: sparsi
lunedì, 09 febbraio 2009


chi abbia un dio, lo preghi

E poi, magari, sarebbe utile e necessario fermarsi un po', in silenzio, ad osservare e riflettere.
Chiunque, dotato di un minimo di intelligenza e di sensibilità, si sarà fatto le stesse domande. Cosa vorrei per me? Cosa farei se mio padre, madre, figlio, sorella fosse per anni e anni ridotto a vita vegetativa senza alcuna possibilità medica di guarire? Il riflettere sul senso delle cose, sulla vita e sulla morte è quello che distingue la razza umana dagli animali. Ed ognuno arriva alle proprie conclusioni, alle proprie certezze, alle proprie convinzioni. E a prescindere da quali esse siano, ci dovrebbe essere un momento in cui si dovrebbe dare spazio al silenzio, alla commozione, alla pietà, al dolore.
Invece no.
Vedo gentucola urlare, sbavare merda, riversare odio nella pura e semplice logica dell'opportunismo più squallido e disgustoso.
Non solo. Chi avrebbe la possibilità rendere legge e tutelare il diritto di ciascuno a difendere le proprie idee, approfitta dell'onda emotiva di un paese spaccato in due per tentare di limitare la libertà di scelta personale.
E' uno scandalo, uno schifo, uno scempio umano prima, civile e politico poi.
Un branco di sciacalli inetti, che tentano di scardinare lo stato di diritto stravolgendo una sentenza in giudicato, minacciando di ribaltare la Costituzione, depauperando il parlamento in nome di un presidenzialismo di fatto, a colpi di decreti legge.
E invece che fare le condoglianze a un povero padre che ha perso di nuovo una figlia, come mille e mille volte ogni giorno in cui non si è svegliata, lo accusano di omicidio.
Invece di preoccuparsi di chissà quanta altra gente in condizioni simili, magari malata e cosciente e sofferente, baciano il culo vaticano sostenendo che una persona non ha il diritto di scegliere come morire.
Non voglio neanche pensare a tutti gli speciali, dibattiti, servizi speciali, vespasiani pubblici di curiosità morbosa...

fate schifo, e lo sapete, e ci godete. Merde.



postato da: raggiante alle ore 22:55 | link | commenti (1)
categorie:
giovedì, 06 novembre 2008



SEI UN IDIOTA!


postato da: raggiante alle ore 20:13 | link | commenti (4)
categorie:
venerdì, 24 ottobre 2008


on the right side of the Atlantic...


postato da: raggiante alle ore 07:53 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 03 ottobre 2008

around, 3


Microcosmi.
Qui si fa colazione tra le 6 e le 8. Si pranza tra le 12 e l'1 (non si dice 13 qui). Cena tra le 4 e le 6 pm. Il mondo è diviso tra i diurni e i notturni.
I diurni li vedi fare colazione presto, con i loro vestiti da lavoro, gli scarponi pesanti, pantaloni con i tasconi pieni di aggeggi penzolanti. Camiciona già sporca la mattina, giubbotto di jeans col pelo, walkie-talkie. Alti e grossi, qui si guidano solo pickup quattroperquattro.
All'ora di cena convergono tutti, è il momento del ricambio. I notturni appena svegli fanno colazione con quella che i diurni chiamano cena. Dal letto alla bistecca è un attimo. Le grandi vetrate danno a sud ovest. Il sole si abbassa, e porta il riposo degli uni e l'inizio del lavoro per gli altri.
Fuori, è un viavia di macchinoni sulla strada sterrata che sale a 4200m. Si sale o si scende in mezzo al polverone vulcanico sollevato dai pullman di turisti che salgono a fare foto.
Alle 6 pm si inizia, piu' o meno. Ciascuno col proprio night lunch, i dolcetti, le schifezze, qualche latta di coke per stare svegli. Io mi porto tre litri d'acqua per la nottata. Una bottiglietta ogni due ore, fino alle 6 am quando riscenderemo. Mai smettere di reidreatarsi quassù, anche se in questi giorni siamo stati fortunati e non è molto secco. Di solito l'umidità è sotto al 5%.

postato da: raggiante alle ore 06:05 | link | commenti
categorie: viaggi

around, 2


aeroporti.
Dove il tempo scorre lento nelle attese, dove scorre un tempo che l'orologo biologico non riconosce.
Code ai gate, le precisissime ed elegantissime divise delle hostess asiatiche, tutte, le giapponesi, le cinesi, la generiche asia express qualcosa. Acconciature tiratissime, capelli legati, sorrisi credibili.
Poi ci sono i russi che si urlano da un cesso all'altro, ruttano con cognizione di causa, e sembrano voler iniziare un regolamento di conti da un momento all'altro.
E gli italiani, santi e navigatori onnipresenti, si riconoscono subito. C'è una coppia, all'imbarco del mio volo, sembra usciti da un vecchio numero di Cuore. Lui sembra un po' Bobo, quello di Staino, sembrano proprio una coppia di quarantenni con reminiscenze di militanza giovanile nell'estrema sinistra, vestiti un po' così, lo sguardo un po' attento e un po' trasognato. Non mi sarebbe dispiaciuto avere lei come professoressa di italiano, probailmente. Lui legge il suo giornale mentre lei traffica col mac. Lui si incazza perchè lei gli incasina le configurazioni della wireless. Lei si indigna perchè i bbastardoni voglio 8 euri 8 l'ora per la connessione internet. Io sono seduto al tavolino a fianco, con lo stesso dilemma.
Col cazzo.
E poi i giapponesi. Fantastici. Adoro i giapponesi. Meno la loro classe economica, dove mi hanno letteralmente incastrato per undici ore undici. Mai visto un posto così stretto. Undici ore durante le quali, quanto meno, sono riuscito a vedermi l'ultimo indiana jones e soprattutto kung fu panda. Ottimo il panda. Da vedere.
E poi la notte che passa rapidissima, volando verso est, sorvolando San Pietroburgo, poi ancora nord-est, un parabolone sopra la Siberia, sfiorando Vladivostok e giù arrivare dove dorme il sole. Sembra così facile arrivare dall'altra parte del mondo...
A Tokio sono le due e mezza del pomeriggio. Per me non tanto. Faccio la coda per l'immigrazione. Efficientissimi, pochi minuti e smaltiscono decine di persone in attesa prima di me. Impronte digitali elettroniche dei due indici, facciona sorridente per foto con webcam, timbrino sul passaporto e visto turistico di tre mesi.
fico.
Peccato che ci resti solo quattro ore....
Scendo di sotto, e la mia valigia già mi stava aspettando. Sono commosso. Altra coda al custom, dove  una signorina che parla inglese come se avesse una patata in gola mi chiede se trasporto droghe naturali o sintetiche. No, certo. Me ne vado. Di nuovo ai check-in. Altro giro, altra corsa. Vorrei comprare qualunque minchiata con le scritte in giapponese, una cartolina col monte fuji, il samurai uatatooo, ma niente yen. Dogana, altra coda, sì, lo so, sono appena arrivato, ma che vuole farci, sono di fretta. Arivedecci. Tokio Narita, e la moquette ovunque. Pieno di americani che tornano a casa, voli united per san francisco, los angeles, chicago, honolulu. Con le premurose signorine che chiamano la gente ai gate. Inizio a temere le manie per la sicurezza.
E il sushi bar, e questo silenzio irreale per i corridoi, gente tranquilla e muta, si fanno i fatti loro al minimo dei decibel. Non è esattamente come a Fiumicino.
E davvero esiste. L'ho visto io. Questo. Il cesso lavaculo!! Pieno di pulsantini, ma non credo che i aeroporto avessero il comando vocale... Fantastico.
Vabbè, io mi diverto con poco. 'mbè?

 

postato da: raggiante alle ore 02:13 | link | commenti (1)
categorie: viaggi
mercoledì, 01 ottobre 2008

around, 1

vola vola vola sempre verso est, come il caro vecchio Phileas Fogg.
levatacce, aerei impacchettati come sempre.
Madrid Baldrajas e la sua solità varietà umana. Mi siedo a ruminare il mio tramezzino traboccante jamos serrano tagliato troppo spesso, come sempre, ad ammirare l'umanità variata che scorre sui tapirulan del terminal 1 (caro vecchio T1).
Passano i capi indiani, con tanto di corona di penne blu. La biondacea sciantosa, orgogliosa della sua cinquantina, che si guarda attorno come a dire "visto che gnocca?", di bianco vestita con foulard svolazzante. Passa mentre io mastico, seguendola con lo sguardo da destra a sinistra.
Ripassa, dopo un paio di minuti, da sinistra a destra, strofinando i polsi l'uno contro l'altro, e annusandoli. Incuriosito, spingo lo sguardo a ritroso sui suoi passi, fino ad una delle tante profumerie tax free (maddeche). Non posso fare a meno di pensarla contenta, spruzzata di campioncino omaggio di chanel di numero 5, impregnato il foulard che fa girare la testa agli uomini daffari in giacca e cravatta che per un attimo si distraggono dagli auricolari del loro telefonino.
La rivedrò poi, a Francoforte, in coda per imbarcare per Teheran.

Passeggio nel caro vecchio deserto Terminal 3, spopolato dopo l'apertura del T4. I giochi per i bambini deserti, bar deserti, panchine deserte, prima di tornare alla vita delle partenze interconinentali. Faccio su è giu' due o tre volte, in quelle prime 4 ore di attesa. Incrocio frettolosi, addormentati, sbadate che non sanno dove andare, tacchi alti che cazzi tuoi spingi il carrellino adesso, bambini in lacrime, occhiaie, gente in coda per le vacanze, tutti a lanzarote, tutti a ibiza.
Mi parcheggio infine sul mio secondo aereo, semi-deserto spanair, dove addirittura mi danno un pessimo tramezzino freddo, che quasi quasi si stava meglio senza.

postato da: raggiante alle ore 00:11 | link | commenti
categorie: viaggi
martedì, 30 settembre 2008


da grande voglio diventare un po' giapponese


postato da: raggiante alle ore 23:06 | link | commenti
categorie: viaggi
lunedì, 22 settembre 2008


ah, riguadagnare un buco della cintura e pagarsi un biglietto aereo con i punti... non male per mezzo lunedì no?


postato da: raggiante alle ore 14:05 | link | commenti
categorie:
domenica, 21 settembre 2008

Errori lessicali, oramai divenuti intollerabili...

ricevo e volentieri pubblico

“Tolleranza”... Tollerare significa sopportare qualcosa che proprio non ci piace, che ci dà fastidio, che ci mette a disagio. Significa mandare giù un rospo che non vuole passare per il nostro esofago. Io sono omosessuale e comincio ad essere stufo di sentirmi tollerato. Ma poi, tollerato da chi? Da cosa? Io sono innanzitutto un essere umano e se al mondo dobbiamo cominciare a sviluppare sopportazione per i nostri simili vuol dire che non ci resta molto da vivere, non resta molto da vivere proprio a nessuno. Il concetto di tolleranza in questo caso implica necessariamente che io sia stato GIUDICATO, giudicato per quello che faccio nella MIA camera da letto, per quello che io faccio del MIO corpo e di come esprimo la MIA sessualità. E tutti sappiamo che non si dovrebbero esprimere giudizi, soprattutto se non richiesti e se non necessari... Sono davvero stanco, non ce la faccio più a sentire perbenisti in tv o sui giornali, ma anche semplicemente per strada, asserire con fierezza che per loro non sussiste nessuna problema, che loro tollerano gli omosessuali. Ma guarda un po' io non tollero i perbenisti, proprio non li sopporto. Inoltre a me della tolleranza altrui non interessa niente e non mi interessa nemmeno essere accettato! Io voglio essere semplicemente essere lasciato in pace, voglio vivere la mia vita senza che nessun estraneo interferisca con essa. Voglio che nessuno invada i miei spazi, che nessuno violi i miei diritti.
Altro concetto che davvero è un nonsenso è quello di “scelta”! Ma quale scelta? Non si opera una scelta in merito al proprio orientamento sessuale! Si è e basta! Si è! Io sono sempre stato così, e se non lo sono stato lo sono diventato, ma sono conscio, perfettamente conscio di non aver operato nessuna scelta, è un qualcosa che si sente e che si segue, che si deve seguire se si vuole vivere nel benessere e nella spontaneità delle cose. La scelta è quella che si opera quando per vigliaccheria si decide di NON essere. Mi preoccupa il fatto che ad utilizzare i concetti che ho appena citato nella loro accezione impropri non siano solo persone ignoranti o persone comuni, ma anche psicologi e psichiatri che meglio degli altri dovrebbere intuire e sviluppare appieno questi concetti.
Non voglio essere tollerato, a questo punto preferisco l'indifferenza che per lo meno non mi nega la mia dignità. Non voglio che mi si dica da persone completamente estranee alla vita omosessuale che ho fatto una scelta, perché non è affatto così. Voglio solo essere lasciato in pace e vorrei che chi si addentra in determinati campi lo facesse con cognizione di causa.

Luca M.

postato da: raggiante alle ore 22:51 | link | commenti (1)
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